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19 Agosto 2006
 
Meta: Keystone, Colorado, USA. La giornata è stata lunga. Partenza alle 9:45 da Malpensa, quindi alle 7:15 da casa. Code e controlli al check-in.
A dirla tutta, la coda era cominciata in questura a Milano, per richiedere il passaporto elettronico necessario per entrare negli USA senza visto consolare. All’aeroporto ti schedano come "per gli Stati Uniti". E’ diverso dalle altre destinazioni.
Volo di 9 ore e mezza, e atterro a Philadelphia. Ma si guadagnano 6 ore, quindi più o meno atterro alla stessa ora della partenza, strano. Il corpo crede di essere in prima serata.
Ma mi ero preparato al jet-lag, dormendo pochissimo la notte prima, in modo da dormire in aereo, e così ho fatto, per quanto possibile. Appena in aeroporto si capisce subito di essere in America. Ci sono un sacco di Americani! Non nel senso di "cittadini", ma nel senso di persone-che-vedevo-spesso-nei-film. Quei tipi grandi e grossi, un po’ muscolosi, che hanno l’aspetto da duri, ma che poi appena parlano sono simpatici e socievoli. In dogana i primi incontri di questo tipo. 2 ore di coda, ho beccato il poliziotto Americano più puntiglioso. Domande di rito, cosa fai, perchè sei qui, biglietto per controllare che te ne vai. Ammesso. Poi ancora controlli sui bagagli. Sono così in ritardo che ho paura di perdere la coincidenza con il secondo volo, che mi porterebbe a Pittsburgh, e poi da lì terzo volo per Denver. Corro in aeroporto alla ricerca del gate. Mi hanno detto che il mio era vicino, quindi nessun bosogno di prendere navette. Ma "vicino" è relativo agli aeroporti americani! Corro tra i gate e una vera e propria città nell’aeroporto, popolata di qualunque tipo di negozio e fast food, e tanti Americani ancora.
Ma le mie paure di perdere il volo non sono fondate. Infatti il volo è con ritardo indefinito. Ciò non è bello, avendo io un’altra conincidenza dopo. Chiedo, e molto disponibilmente mi sostituiscono il volo con uno che mi porta direttamente a Denver, ma che parte dopo.
Arrivo a Denver, dopo altre 4 ore di aereo (ma altre 2 ore guadagnate col fuso), ma come si poteva presumere, i bagagli non ci sono. Sempre disponibili, mi spiegano che i miei bagagli stanno transitando da Las Vegas (se non avete idea, prendete una cartina, e provate a vedere che cavolo di tragitto è Philadelphia/Las-Vegas/Denver!!!). Ok, mi rassegno, spero me li spediscano in hotel, come mi assicurano. Dopo ripetute richieste, riesco a farmi omaggiare di una bustina con spazzolino, (poco) dentifricio e poco altro.
Ancora 2 ore di pulmino (senza fuso, però) e sono in hotel a mezzanotte (locale, cioè alle 8 ora italiana, dopo più di 24 ore in giro). Ovviamente, highway a 4 corsie per senso di marcia, in cui incontriamo quegli enormi tir col muso allungato che trainano 2 rimorchi. Gran bell’hotel, in camera (grande) c’è proprio tutto, anche il wireless internet. In generale, anche se non ho ancora visto molto, qui tutto sembra abbastanza lussuoso. D’inverno è un comprensorio sciistico enorme, e credo anche molto rinomato. E’ proprio vero, qui tutto è enorme, over-size. E molto bello!
Ora sono qui che apetto le mie valigie, ho chiamato la compagnia aerea e un risponditore automatico che interpreta quello che dico mi ha detto che me le stanno consegnando all’hotel.
 
Bene, lavoro un po’ sulla mia presentazione apettando l’arrivo dei miei ex colleghi milanesi stasera, e vado a farmi un giro per pranzo. Alla prossima!
 
Matteo
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Posted September 4, 2006 by mtcerio in Uncategorized

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