Las Vegas!   Leave a comment

29 Agosto 2006
 
Superate le montagne rocciose, dall’aereo si vede il deserto, poi i canyon, poi ancora deserto. Ci sono tanti letti di fiumi in secca, non ho idea di quanto tempo fa fossero bagnati. Poi si vede un grande lago, con tanti puntini – barche – che lo attraversano. Vicino al lago, ma nel mezzo del deserto, Las Vegas. Si atterra. Appena scesi dall’aereo, 10 metri a piedi nel finger, e poi una marea di slot machines, direttamente nel gate dell’aeroporto. Si, è proprio Las Vegas. Fuori dall’aeroporto fa caldissimo, il capitano aveva detto intorno ai 95°F. L’aeroporto è praticamente attaccato alla "strip", la via principale della città, quella con tutti i maggiori casin, e infatti già dalla pista si vedevano i grattacieli. Non è difficile identificare il nostro hotel, l’Excalubur. Sapevamo che si richiamava al medioevo, ma non mi aspettavo una cosa del genere. Un palazzo con 2 torri di una trentina di piani, con intorno delle torri circolari con il tetto conico, rosso e blu. Altro che medioevo, sembra fatto di lego e colorato coi pastelli. Kitsch è dire poco. Entriamo con le valigie, ed è uno spettacolo: tutto il piano terra è un’enorme casinò. Migliaia di slot machines, con relative luci colorate che proclamano jackpot enormi. Dobbiamo attraversarlo con le valigie, per raggiungere la reception. Tutto ha l’aspetto lussuoso. Nonostante paghiamo veramente poco, abbiamo un ristorante eat-as-much-as-you-can e 3 piscine. Qui a Las Vegas, tutti i maggiori hotel hanno il casinò al piano terra e/o al primo piano, mentre hanno le camere sui restanti 30/50 piani.
La sera ci incamminiamo nella strip. Spettacolo incredibile, impossibile da descrivere. E’ una strada enorme, con tante auto enormi, fuoristrada elaborati, limousine e hummer-limousine. Il marciapiede è strapieno di gente che cammina. Inutile dire la quantità di insegne luminose. C’è un percorso pedonale che, attraversando la strada più volte con dei ponti (per salire sui quali si può usare una scala mobile oppure un ascensore in cristallo), consente di passare davanti a tutti i casinò, ed eventualmente entrarci.
I casinò hanno tutti un tema ben preciso: oltre al nostro, c’è il New York, che è formato da grattacieli del tutto simili a quelli della grande mela, e all’entrata ha una riproduzione (di poco più piccola) della statua della libertà; c’è il Paris, con Tour Eiffel con tanto di ristorante sulla cima; c’è il Montecarlo e il Luxor, che riprende l’antico egitto; c’è il famosissimo Bellagio, che riprende il lago di Como. Davanti ha un piccolo laghetto, in cui ogni 10 minuti c’è uno spettacolo di fontane, luci e musica favoloso. Finito lo spettacolo, gli ugelli si nascondono sottacqua. Entriamo: questa volta, il lusso è davvero sopra ogni limite: pavimenti lucidati a specchio, colonne di marmo con capitelli, soffitti lavorati. Bussando sulle colonne, ci si accorge che il marmo è finto, ma comunque l’effetto sugli occhi rimane notevole. Poi, dopo un lungo corridoio con negozi italiani, il casinò. Il più famoso casinò è sicuramente il Cesars Palace, che riprende le architetture dell’antica Roma. All’esterno, templi, colonne e statue da ogni parte; all’interno, di nuovo lusso sfrenato. Questa volta sono vere anche le colonne di marmo. Del Venetian, invece, imperdibile è il secondo piano: c’è una riproduzione perfetta di Venezia, con tanto di calli con gondole che trasportano i turisti, e negozi e bar sui lati, in perfetto stile. Il tutto al coperto, ma non ci si accorge: il cielo è magnificamente dipinto sul soffitto e illuminato in modo perfetto. A qualunque ora del giorno e della notte, qui, sembra di essere a Venezia nel tardo pomeriggio, all’imbrunire. Fantastico.

In giro vediamo gente di ogni tipo, almeno a giudicare dal modo di vestire. C’è chi gira in sandali e pantaloncini corti, e chi un po’ più formale. Vediamo parecchie coppie in abito da matrimonio: le cappelle per questo tipo di cerimonia abbondano.

Qulache puntata alle slot machines e poi guardiamo i vari giochi ai tavoli. In alcuni, la puntata minima è 5$, in altri 100$, per cui prima di giocarci, è meglio caire bene almeno le regole! Tiriamo le 4 di notte, ma la gente non accenna a diminuire all’interno dei casinò.

Increbile il lusso e lo sfarzo ostentati all’inverosimile, in una gara tra i vari casinò. Dopo poco, si perde anche l’impressione dell’enormità degli edifici, perchè si è circondati. Non si ha un palazzo normale vicino, per fare il paragone. Comunque, esperienza assolutamente indimenticabile.
 
Ora sono a Palm Springs, California, in una town in mezzo al deserto, con le palme, senza una nuvola e 40°.
 
Alla prossima!
 
Matteo
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Posted September 4, 2006 by mtcerio in Uncategorized

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