California parte 2   Leave a comment

Los Angeles è una città enorme, vicino all’oceano Pacifico. Ma "vicino" in senso americano: il centro, downtown, con i grattacieli, dista una trentina di chilometri. Poi c’è la periferia, gigantesca, con i paesi che sono praticamente parte della città. Santa Monica è uno di questi: si affaccia sull’oceano, ed ha una delle spiagge più famose del mondo. Il paesino è bellissimo: in centro c’è un corso pedonale sempre pieno di gente che passeggia, e di sera si esibiscono gli artisti di strada. E’ un posto alla moda, "in": lo si capisce anche dai negozi: tante firme italiane, così come i ristoranti. Come avevo detto, è molto diverso da Ocean Beach: qui si sente proprio l’atmosfera di posto per gente benestante. Nonostante questo, uscire a mangiare non è assolutamente caro, e l’ostello in cui dormiamo – questa volta davvero bello – costa poco, e questo fa davvero piacere, un incentivo ad andarci e restarci il più possibile! I motel, invece, sono un pochino più cari. Ovviamente carissimi gli alberghi.
Il sole picchia sempre fortissimo, ma non da mai fastidio, a causa della bezza fredda dell’oceano che soffia costantemente. La cosa meravigliosa, comunque, è ovviamente la spiaggia: un centinaio di metri di sabbia finissima, poi una pista ciclabile che la delimita (a doppio senso di circolazione, per biciclette e pattinatori, spesso in costume), poi un prato verdissimo, da cui crescono le palme (altissime), poi la strada pedonale, sempre lungomare, poi case e alberghi eleganti. Ogni tanto, sulla spiaggia, la mitica torretta del coastguard, e una rete per il beach volley. D’altra parte, credo che tutti abbiano visto questa spiaggia: è quella di Baywatch.
Il molo non poteva essere banale: ci hanno costruito bar, ristoranti, montagne russe e perfino una ruota panoramica, tutto sopra all’acqua dell’oceano.
Camminando lungomare, verso sud, per un’oretta – che passa davvero veloce in questo ambiente – si arriva a Venice Beach, altra spiaggia famosa. Qui, le case e gli alberghi sul mare lasciano il posto a tantissime bancarelle di venditori ambulanti e non, che aggiungono un po’ di confusione all’ordine di Santa Monica, ma rendono il lungomare ancora più pieno di vita. Quando poi il prato si allarga un po’, trovano posto campi da tennis, basket, palestre, aree per skateboard, sempre sul mare, al’ombra delle palme. Sia la sera, al tramonto, che durante il giorno, nonostante il sole, c’è tantissima gente che passeggia.
Malibu, invece, si trova più lontano, a nord di Santa Monica. Spiaggia enorme, ma manca lo scenario splendido degli altri due lidi. E’ posto di surfisti, infatti in alcune zone sono davvero in tanti, ed è perfino proibito fare il bagno, se non cadendo da una tavola.
 
Un giorno, giro in macchina. Bel Air (quello del principe) è un quartiere che occupa un’intera collina, vicino a Santa Monica, in cui vi sono bellissime ville, molte delle quali abitate dai personaggi di Hollywood. Un tizio sul bordo della strada vende cartine con le mappe delle case dei vip. Ci caschiamo, e la compriamo. Andiamo alla ricerca della casa di Paris Hilton, Tom Cruise, Madonna, ma tutto quello che riusciamo a vedere sono cancellate chiuse: intravvediamo qualche giardino e ogni tanto una villa (sempre maestosa).
Ci muoviamo verso un altro quartiere bene, sempre reso famoso dalla tv: Beverly Hills. Qui le villette sono meno imponenti, ma comunque sempre curate e molto carine. Rodeo drive è la strada per lo shopping di Beverly Hills, e anche qui non mancano le grandi firme, inseme alle Ferrari parcheggiate.
Melrose Avenue, invece, ha tanti negozi, ma il livello è molto più popolare: abbigliamento sportivo, biciclette, qualche fast food.
Il quartiere di Hollywood è certamente il più turistico. Dopo essere andati a fare la foto di rito ai piedi della collina con la mitica scritta, facciamo la passeggiata della "Walk of fame", in cui ogni piastrella riporta il nome di un divo. In realtà, abbiamo trovato anche i Simpson, Herbie, Winnie the Pooh, che proprio divi non sono, ma si sa, queste cose sono normali in America. La passeggiata termina al Chinese Theatre, sede della notte degli oscar. Sul davanti, le impronte di mani e piedi (con firma) di personaggi famosi, impresse nel cemento. Tutto intorno, tanti, tanti, tanti, negozi di souvenir.
 
Ancora un po’ di relax tra spiaggia e palme, poi bisogna partire. 4 voli, uno di seguito all’altro. Da Los Angeles, via Las Vegas e Denver, a Mlano. Esattamente il percorso inverso, senza però uscire dagli aeroporti. Se solo un volo fa un ritardo, la catena si spezza: spero in bene! Parto alle 18:00 del 2 Settembre e l’arrivo previsto è alle 6:00 del 4, con di mezzo 9 ore di fuso. Non capisco più se è sera o mattina, notte o giorno. Dai finestrini, vedo il sole sorge e tramonta varie volte. Anche questo è divertente, rende il viaggio davvero molto strano. Sull’intercontinentale dicono che servono "una cena", ma per me può essere un pasto qualsiasi.
Sono fortunato, tutti i voli puntuali: a casa, di nuovo. Con il ricordo di posti bellissimi, non poi così inavvicinabili come pensavo. E tanta voglia di tornarci!
 
A presto!
 
Matteo
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Posted September 4, 2006 by mtcerio in Uncategorized

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